Ostruzioni delle vie lacrimali

quando le lacrime non defluiscono

Le ostruzioni delle vie lacrimali sono un problema comune che impedisce il normale drenaggio delle lacrime dall’occhio al naso. Le lacrime, prodotte costantemente per lubrificare e proteggere la superficie oculare, vengono normalmente eliminate attraverso un sistema di piccoli canali che partono dall’angolo interno dell’occhio e terminano nella cavità nasale. Quando uno di questi condotti si ostruisce, le lacrime si accumulano sulla superficie dell’occhio, traboccando e causando una serie di sintomi fastidiosi.

Come funziona il sistema lacrimale?

Immagina un piccolo sistema idraulico:

  • Le ghiandole lacrimali, situate sopra l’occhio, producono le lacrime.
  • Queste lacrime si distribuiscono sulla superficie oculare con ogni battito di ciglia.
  • Nell’angolo interno di ogni palpebra (vicino al naso) ci sono due minuscoli fori, chiamati puntini lacrimali.
  • Dai puntini, le lacrime entrano in due canalini lacrimali (superiore e inferiore).
  • I canalini si uniscono in un canalino comune che sfocia nel sacco lacrimale, una piccola sacca situata nell’osso tra l’occhio e il naso.
  • Dal sacco lacrimale, le lacrime scendono attraverso il dotto nasolacrimale per finire nel naso e poi in gola, dove vengono deglutite.

Un’ostruzione in qualsiasi punto di questo percorso interrompe il flusso, portando al ristagno delle lacrime.

Sintomi delle ostruzioni delle vie lacrimali

Il sintomo più evidente e comune è l’epifora, ovvero la lacrimazione eccessiva che trabocca dall’occhio e scende sulla guancia, anche senza piangere. Altri sintomi possono includere:

  • Occhio costantemente umido o bagnato.
  • Arrossamento e irritazione cronica della congiuntiva (congiuntivite ricorrente).
  • Secrezioni mucose o purulente dall’occhio, specialmente al mattino o premendo l’angolo interno.
  • Gonfiore e dolore nell’angolo interno dell’occhio (corrispondente al sacco lacrimale), che può indicare un’infezione (dacriocistite).
  • Formazione di ascessi o fistole (un piccolo foro da cui esce pus o muco).
  • Visione offuscata, a causa del velo di lacrime sulla superficie oculare.

Quando preoccuparsi?

Cause delle ostruzioni delle vie lacrimali

  • Le ostruzioni possono essere classificate in base all’età del paziente e alla loro origine:

    1. Ostruzioni congenite (nei neonati): Spesso, i neonati nascono con il dotto nasolacrimale non completamente pervio, tipicamente a causa di una membrana (valvola di Hasner) che non si è aperta al termine dello sviluppo. In molti casi, questa si apre spontaneamente entro il primo anno di vita.
    2. Ostruzioni acquisite (negli adulti): Sono le più frequenti e possono derivare da:
    • Infiammazioni e infezioni croniche: le infiammazioni ripetute delle vie lacrimali possono causare restringimenti (stenosi) e cicatrici.
    • Traumi facciali: fratture delle ossa nasali o del massiccio facciale possono danneggiare il dotto nasolacrimale.
    • Tumori: meno comunemente, tumori nel naso o nell’orbita possono comprimere o invadere le vie lacrimali.
    • Processi degenerativi: legati all’età, che portano a un restringimento fisiologico dei condotti.
    • Farmaci: alcuni farmaci possono causare un’ostruzione come effetto collaterale.

    Cause idiopatiche: in molti casi, non si riesce a identificare una causa specifica.

Diagnosi delle ostruzioni delle vie lacrimali

La diagnosi si basa su:

  • Esame clinico: l’oculista valuta la lacrimazione, la presenza di secrezioni e gonfiori.
  • Test di funzionalità:
    • Test di scomparsa della fluoresceina: si instilla un collirio colorato nell’occhio e si valuta quanto tempo impiega a scomparire.
    • Lavaggio delle vie lacrimali (o sondaggio): l’oculista inietta una soluzione fisiologica nei canalini lacrimali per verificare se c’è un blocco e a che livello. Se la via è libera, il paziente sente il liquido in gola.

Imaging: in casi complessi, possono essere richiesti esami come la dacrio-TC (Tomografia Computerizzata delle vie lacrimali) o la dacrio-RM (Risonanza Magnetica) per visualizzare l’anatomia delle vie lacrimali e identificare la sede e la natura dell’ostruzione.

Trattamento delle ostruzioni delle vie lacrimali

Nei neonati

Il trattamento dipende dalla causa, dall’età del paziente e dalla gravità dell’ostruzione.

  •  Massaggio del sacco lacrimale: i genitori vengono istruiti a eseguire un massaggio delicato per favorire l’apertura della valvola di Hasner.
  • Colliri antibiotici: in caso di infezioni ricorrenti.
  • Sondaggio delle vie lacrimali: se l’ostruzione persiste oltre i 6-12 mesi di età o causa infezioni gravi, si può procedere con un piccolo intervento per aprire meccanicamente il dotto.

 

Negli adulti

Le ostruzioni acquisite negli adulti raramente si risolvono spontaneamente e spesso richiedono un intervento chirurgico. Le opzioni includono:

  • Dacriocistorinostomia (DCR): è l’intervento più comune e risolutivo per le ostruzioni del dotto nasolacrimale. Consiste nel creare una nuova via di comunicazione tra il sacco lacrimale e la cavità nasale, bypassando l’ostruzione. Può essere eseguita con diverse tecniche:
    • DCR esterna: attraverso una piccola incisione sulla pelle, a lato del naso, che solitamente guarisce senza lasciare cicatrici evidenti.
    • DCR endonasale (endoscopica): eseguita attraverso il naso con l’ausilio di un endoscopio, senza incisioni esterne.
  • Intubazione dei canalini: in alcuni casi, dopo l’apertura dell’ostruzione, vengono inseriti temporaneamente dei sottili tubicini di silicone per mantenere pervi i condotti durante la guarigione, che vengono poi rimossi dopo qualche mese.
  • Dacriocistectomia: rara, consiste nella rimozione del sacco lacrimale, indicata solo in casi selezionati (es. tumori o infezioni croniche non risolvibili).

Il Dott. Luigi Caretti, con la sua esperienza in chirurgia palpebrale e delle vie lacrimali (oculoplastica), offre un’accurata diagnosi e le soluzioni terapeutiche più appropriate per le ostruzioni delle vie lacrimali. Il suo obiettivo è eliminare la lacrimazione e prevenire complicanze, migliorando significativamente la qualità della vita del paziente.